27/05/2010

luna, 24 maggio 2010

c'era la luna e allora ho preso il telescopio e la macchina fotografica e gli ho fatto una foto. c'ho messo poco. non pensavo di metterci così poco dopo almeno un anno che non lo facevo.

predo il telescopio, lo porto fuori e allungo le gambe.
staziono alla meno-peggio, tolgo il diagonale.
prendo la canon, levo l'obiettivo e metto il t2.
metto la canon nel focheggiatore.
cerco la luna e la metto a fuoco.
imposto gli iso a 400 e il tempo a 1/160.
faccio una foto di prova e la ingrandisco per vedere se è a fuoco.
correggo un po il fuoco.
imposto il sollevamento anticipato dello specchio.
collego lo scatto remoto autocostruito.
faccio uno scatto per sollevare lo specchio.
aspetto qualche secondo per far cessare le vibrazioni.
faccio lo scatto per aprire l'otturatore.
controllo se è ok.
è ok.
ne faccio altre.
smonto tutto e scarico le foto.
la migliore la apro con camera raw e la sviluppo.
la apro in photoshop e applico maschera di contrasto.
fatto.

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09:29 Scritto da: andrea_pagnoni in Astronomia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: luna, fano, maggio | OKNOtizie |  Facebook

28/12/2009

Lo spazio e il tempo

Quando ero planetarista (ma forse un po' lo sono ancora) una delle cose piu difficili e affascinanti da far comprendere al pubblico che seguiva le conferenze era la stretta relazione che c'è tra lo spazio e il tempo. Ma non nei termini complessi delle teorie di Einstein, dove spazio e tempo formano una dimensione a parte. Intendo proprio lo spazio e il tempo ... le distanze e gli istanti. I metri e i secondi. Semplicemente le "quantà" di queste due grandezze, che ci dividono così tanto dalle stelle.
Quello che rimaneva duro da digerire era il fatto di guardare qualcosa che, forse, non c'è più.
Vediamo di fare chiarezza e di procedere con ordine.

Spesso si sente dire, appunto, che quando guardiamo il cielo stiamo guardando indietro nel tempo. Che stiamo guardando qualcosa che forse non c'è più.
Cioè, in pratica, alcune stelle che vediamo potrebbero essere in realtà spente da molti anni.
La domanda legittima è: "ma se sono spente, perchè le vediamo?"
La risposta è: "Le vediamo perchè ci sta giungendo la luce di quando erano accese"
La spiegazione è: "Le stelle sono molto lontane. Le più vicine si trovano a migliaia di miliardi di chilometri.
(Sono distanze che non possiamo nemmeno immaginare, essendo noi abituati a ragionare su scala terrestre. Per tentare di avere una vaga idea di cosa stiamo parlando, considerate che l'Italia da nord a sud, in linea d'aria è circa 1000 km. La Luna è a circa 380mila km e il Sole a circa 150 milioni di km.)
Per poter vedere le stelle ci deve arrivare la loro luce, è ovvio. E la luce, benchè sia la cosa più veloce nell'universo, non è istantanea. Viaggia a circa 300mila km al secondo. Significa che partendo da una stella, anche vicina, impiegherà anni prima di arrivare a noi. La luce che ci arriva, quindi, ci mostra com'era la stella quando da essa è partita e non come è realmente nello stesso istante in cui la guardiamo.
Se una stella lontana si spegnesse all'improvviso ce ne accorgeremmo solo dopo millenni, quando anche l'ultimo fotone emesso sarà arrivato, senza poi vedere più nulla provenire da quella direzione.
La luce della Luna impiega poco più di un secondo per arrivare, quella del Sole circa 8 minuti, e via via sempre di più con l'aumentare della distanza dell'astro. Più guardiamo lontano e più è "vecchia" la luce. Quella debole di galassie lontanissime arriva dopo miliardi di anni e ci svela quindi un'universo giovane.
Per semplificare le cose gli astronomi hanno introdotto come unità di misura l'Anno luce. La parola "anno" potrebbe far pensare ad una grandezza per misurare il tempo. E invece no: è per lo spazio. 1 anno luce è la distanza percorsa dalla luce in un anno e corrisponde a circa 9.460 miliardi di km.
E' incredibile pensare come nello stesso scenario del cielo stellato possano in realtà mostrarsi a noi, contemporaneamente, epoche molto diverse.

Ecco quindi come il cielo ci racconta di qualcosa che è già passato. Da pochi secondi a miliardi di anni fà.

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19:43 Scritto da: andrea_pagnoni in Astronomia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: lo spazio e il tempo | OKNOtizie |  Facebook

16/11/2008

Sempre la stessa faccia

La Luna ci mostra sempre la stessa faccia.
Se ci avete fatto caso, infatti, nella sua superficie si vedono sempre gli stessi disegni, le stesse macchie scure, e sempre nelle stesse posizioni.
Se invece non ci avete fatto caso, provate a googlare "luna piena" e vedrete che le foto si assomigliano un po' tutte, con la morfologia lunare praticamente identica.
Quindi vuol dire che il nostro satellite, girandoci attorno, mantiene rivolta verso di noi sempre la stessa metà. Quella opposta non l'abbiamo mai vista. Almeno da Terra.

A - Ho letto che la Luna gira anche attorno a sé stessa. E' vero?
B - Sì.
A - Ma come? Non capisco ... Se, per esempio, una persona fa un giro su sé stessa io vedo tutte le sue parti: davanti dietro e i fianchi. Quindi se della Luna vedo sempre la stessa
faccia, vuol dire che non gira su sé stessa.
B - Considera però che la Luna nel frattempo fa anche un giro attorno alla Terra.
A - Come "nel frattempo"?
B - Entrambi i movimenti, rotazione (attorno a sé) e rivoluzione (attorno alla Terra), avvengono nello stesso tempo, circa 29 giorni.
A - Ahhh!! Ok!
B - Bene. Quindi ora è chiaro?
A - No.

Penso che molti di voi siano un po' nei panni dell'amico A.

In effetti la cosa non è proprio semplicissima da immaginare ed è per questo che ho fatto un paio di disegni per cercare di rendere tutto più semplice.
Intanto, questo movimento un po' particolare della Luna si chiama rotazione sincrona, in quanto rotazione e rivoluzione avvengono appunto in sincronia. Ad ogni rotazione una
rivoluzione.
In realtà nell'universo, questa, è una situazione abbastanza comune, ed è dovuta alle forze di marea che, pian piano, rallentano la rotazione dei corpi, fino a tale sincronia.

Nel disegno 1, è mostrato come realmente la Luna ruota attorno alla Terra. Si vede chiaramente che mentre la Luna si sposta, la stessa faccia (tratteggiata in rosso) è sempre rivolta verso di noi. Altrettanto chiaramente si nota come la Luna sta compiendo anche la sua rotazione. Infatti la faccia rossa è prima verso il basso, poi verso destra, verso l'alto e infine verso sinistra (notare le frecce). Quindi si è rivolta verso tutte le direzioni attorno a sé. Proprio come la persona, nell'esempio precedente!

Nel disegno 2 invece, è mostrato come ruoterebbe la Luna attorno a noi se non girasse attorno a sé. La faccia rossa è rivolta sempre nella stessa direzione (quindi non ruota), e noi, dalla Terra, riusciremmo a vedere tutte le sue parti nel corso dei 29 giorni.


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disegno 1

 

luna e rotazione2.jpg
disegno 2

 

19:36 Scritto da: andrea_pagnoni in Astronomia | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: luna, rotazione sincrona, faccia | OKNOtizie |  Facebook

10/04/2008

Una meravigliosa fotografia teorica

Questa sera ho scattato una meravigliosa fotografia teorica.

Teoricamente è venuta benissimo. Perfetta.

 

Parlo di una fotografia astronomica.

Ho fatto tutto quello che bisognava fare:  tornando dal lavoro mi sono fermato in ferramenta per comprare la fascetta metallica, per sorreggere la Canon. Ho quindi costruito il supporto. Ci ho montato sopra la macchina. Ho portato il telescopio nel prolungamento della mia camera, cioè nel piccolo terrazzo in mansarda. Ho fatto l'allineamento, inquadrato e scattato. Infine ho elaborato.

Meravigliosa, in teoria.

 

Sì, perchè gli ultimi quattro passaggi li ho saltati.

Ci si sono state diverse piccole cose che hanno conferito alla foto l'aspetto teorico.

il telescopio va dove vuole; no sono io che sbaglio; cerco informazioni su internet; il modem non funziona; ora sì; il sito è in inglese ma si capisce; ora il telescopio sembra funzionare; ma i motori sforzano; l'allineamento fallisce; riprovo l'allineamento da capo; telefona Michele; si stacca l'alimentatore; riaccendo e riprovo; ora è nuvoloso; bene, per oggi basta così.

 

Ma è così difficile fare meravigliose fotografie pratiche?

Sì. Per tanti motivi.

Primo perché la Terra gira, ma le stelle no.

 

Stando sulla Terra, ci sembra di essere fermi, e ci sembra piuttosto che siano le stelle a girare attorno a noi. Ma questo è, appunto, solo un "movimento apparente".

Ebbene, per la fotografia astronomica, che ci muoviamo noi o loro, ha poca importanza. Il problema è che qualcosa si muove. Inoltre, il soggetto da riprendere è tremendamente buio.

Il rischio è quello di produrre fotografie mosse. Le stelle non appariranno come puntini quindi, ma come striscette.

 

E' facile:

  1. siccome le stelle sono molto deboli, sarà necessario tenere aperta la macchina fotografica per molto tempo (diversi secondi o addirittura minuti), in modo da catturare più luce possibile e riuscire a impressionare l'immagine stellare nel sensore digitale - o nel vecchio rullino

  2. Nel frattempo che la macchina è aperta, però, il cielo si muove (ok, ci muoviamo noi, ma come già detto non fa differenza) e il soggetto quindi si sposta rispetto alla macchina fotografica.

Per cui la foto viene mossa.

 

La soluzione c'è: spostare la macchina insieme al soggetto. Far sì che il soggetto venga sempre, costantemente inseguito dalla macchina fotografica.

La maggior parte dei telescopi fanno questo già di loro.

Ecco quindi che attaccando una macchina ad un telescopio...

 

Talvolta esce una meravigliosa fotografia teorica.

 

 

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13:40 Scritto da: andrea_pagnoni in Astronomia | Link permanente | Commenti (1) | Segnala | Tag: fotografia, teorica, astronomia | OKNOtizie |  Facebook

06/04/2008

134340 Pluto

I pianeti sono otto.

Basta fare il conto: Mercurio, Venere, Terra, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettutno.

E Plutone? Non c'è più?

Non è esploso, non si è disintegrato, non è stato risucchiato da un buco nero. E' stato declassato.

Lui è sempre lì, ovviamente, e fa un giro attorno al Sole una volta ogni 248 anni. E' lento, ma c'è.

 

Ora però, non si chiama più pianeta, ma pianeta nano. L'hanno deciso gli astronomi dell'Unione Astronomica Internazionale il 24 agosto del 2006.

La necessità di dare una definizione vera a "pianeta" è sempre esistita, e scoprendo sempre più oggetti nel Sistema Solare, era diventata urgente. Si è così deciso di definire pianeta un corpo celeste che:

  1. orbiti attorno una stella (ma che non sia lui stesso una stella)

  2. abbia massa sufficiente a conferirgli una forma sferica

  3. abbia massa sufficiente a "ripulire" lo spazio attorno a sè, nelle vicinanze della sua orbita

Vediamo:

  1. Plutone non è una stella, e orbita attorno al Sole

  2. è pressoché sferico

  3. non ripulisce lo spazio attorno a sé

 

Per quanto riguarda il punto 3 (l'unico in difetto), significa che Plutone ha degli oggetti minori attorno, che non è riuscito ad "accorparsi" e nemmeno a farsi girare attorno (come un satellite, ad esempio).

I più attenti avranno le idee confuse. Ricorderanno infatti Caronte, il corpo celeste conosciuto come satellite di Plutone. In realtà Caronte non gira attorno a Plutone, né quest'ultimo attorno a Caronte.

Orbitano entrambi attorno ad un centro comune, esterno da essi.

Non è difficile.

Immaginate un elicottero, con l'elica a due pale. Continuate sempre ad immaginare, con molta fantasia, di legare in una estremità dell'elica Plutone e nell'altra Caronte. Quando l'elica inizia a girare, ecco che i due oggetti girano attorno allo stesso centro (centro comune) che non si trova dentro il corpo di Plutone né in quello di Caronte (esterno da essi).

 

Ad esempio la Luna gira attorno alla Terra, (così come anche la Terra gira un po' attorno alla Luna) ma il centro della rotazione (il baricentro del sistema Tera-Luna) si trova dentro il nostro pianeta, cosicché la Terra ha ripulito lo spazio attorno a sé.

Per questa caratteristica non rispettata, quindi, Plutone non è più considerato pianeta (che rimangono dunque otto) ma appunto pianeta nano (categoria nata proprio il 24/08/06).

E oggi prende il nome di 134340 Pluto.

Un pianeta nano è quindi un corpo celeste che:

  1. orbiti attorno una stella (ma che non sia lui stesso una stella)

  2. abbia massa sufficiente a conferirgli una forma sferica

  3. non abbia massa sufficiente a "ripulire" lo spazio attorno a sè, nelle vicinanze della sua orbita

 

Ma non si potevano fare delle regole per cui 134340 Pluto continuasse a rimanere Plutone?

Sì, certo.

Ma ai nove pianeti "classici" si sarebbero dovuti aggiungere tanti altri corpi celesti con tutte le carte in regola per essere considerati pianeti. E chissà quanti se ne scopriranno nel prossimo futuro, grazie a telescopi sempre più potenti e tecnologie più avanzate.

Come dire: meglio uno in meno che tanti di più.

 

 

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15:30 Scritto da: andrea_pagnoni in Astronomia | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: astronomia, plutone, 134340 pluto, nano | OKNOtizie |  Facebook