07/10/2010

Per Alice

Il 4 settembre 2010, di sera, sono stato prelevato da casa da un losco individuo e trasportato con forza in un luogo oscuro, dove altra gente dall'aspetto poco raccomandabile stava attendendo il mio arrivo. Mi hanno vestito di mantello armato di spada e fornito un cavallo. Con lenta processione mi hanno condotto presso l'abitazione della mia futura sposa, perchè io facessi la serenata. Essendo stato avvisato pochi giorni prima, che sarei stato rapito (rapitori garbati, dopotutto) e avendomi fatto scegliere tra componimento recitato o cantato, avevo con me le poche righe, scritte di mio pugno, dedicate alla donna che mi attendeva. Ora le propongo a tutti voi, perchè si sappia cos'è accaduto, di preciso, quella notte.

 

Signorina buonasera, del disturbo mi scuso immediatamente
ma sapete, non è colpa mia. Piuttosto è di questa gente!

dicono che sia usanza e tradizione
svegliar la sposa con una canzone

nell'ultima notte della sua vecchia vita
sperando di far cosa assai gradita.

in questo programma però, un cambio v'è stato:
credetemi se vi dico che sono poco intonato.

Vi dovrete quindi accontentare, oh dama prelibata
di qualche breve e semplice rima recitata.

Dopotutto riesco meglio a far l'attore

che ad esibir le doti canore.

Quindi da domani, voi e il vostro uomo
sarete sempre insieme, come il lampo e il tuono.

Diamine! Scusate la rima priva di poesia.
è che la mia mente salta e vola via.

Sarà forse che sono poco abituato
a star con dame dall'aspetto raffinato.

Dicevo ... sempre insieme come una coppia che balla
oppure come un fresco girasole, e la sua farfalla.

Come l'aquilone che si adagia sulla brezza

mentre lei, dolce e calma, lo accarezza.

E di sicuro fra tanti anni, che bello sarà il ricordo
della vita passata insieme d'amore e d'accordo.

Ma, attenzione. Badate bene, dolce fanciulla
che se la coppia negli allori si culla

insorgeranno come 'l vento velati umori grigi,
e faran scattare sottili incomprensioni e litigi.

Questo talvolta è normale, non ve ne preoccupate,
piuttosto pensateci insieme, e insieme rimediate.

Perchè non c'è cosa più bella, lo leggo nel vostro viso
che dopo un'incomprensione, far tornare il sorriso.

L'augurio che vi faccio, con fede reale e profonda
è di una grande vita insieme, serena e gioconda.

Di trovare l'uno nell'altro, sempre innamorati,
la forza di sentirvi felici e realizzati.

Delle piccole cose condivise siate contenti
riuscirete a gustare appieno tutti i momenti.

E che l'impegno solenne lo spirito giovane non vi tolga.

Lasciate ancora che la vita bella e pazza vi travolga.

Oh, com'è bella e pazza l'idea che mi son fatto:
se volete pensate pure ch'io sia matto.

Ma sapete, del vostro uomo ho recitato

e nei suoi panni mi sento calato.

E mi piacerebbe una sola volta nella vita
sentire la sua emozione più gradita:

Dunque signorina, se vi è piaciuto lo stornello
fate uno slancio e passate il cancello

e senza pensare a domani e al vostro consorte,
vi prego, prendetemi a voi, e stringetemi forte.

Cos'ì ch'io possa dire col cuore agitato:
ecco cosa prova, quell'uomo fortunato.

12:05 Scritto da: andrea_pagnoni in Teatro | Link permanente | Commenti (2) | Segnala | Tag: serenata, matrimonio, alice, andrea, centinarola | OKNOtizie |  Facebook

28/10/2009

Il Fantasma di Canterville

Mercoledì 18 novembre ore 21,15 andrà in scena nel Teatro Politeama di Fano "Il Fantasma di Canterville", primo vero spettacolo dell'Associazione culturale "Per fortuna c'è la luna".
Riporto qui il testo di presentazione e la locandina.

(15 novembre 2009) Aggiungo il video promo dello spettacolo e la registrazione dell'intervista all'interno del telegiornale di Radio Fano.



Accorrete numerosi!


Sicuramente il suo racconto più brillante.
Il Fantasma di Canterville, che il genio di Oscar Wilde partorisce nel 1891, è dissacrante, parodistico, volto a mettere in ridicolo la società e gli uomini del suo tempo, con quell’accento polemico-umoristico che caratterizzerà tutta la sua produzione. Wilde non vuole essere serio, crede che l’unico modo per far riflettere il lettore sia quello di farlo ridere, di suggerirgli concetti importanti attraverso la commedia e il paradosso. Appella la serietà come “l’attitudine delle persone che hanno poca fantasia”.
Il breve racconto è costruito su due piani di lettura diversi: quello della satira sociale e politica e quello della fiaba fantastica.
Nel primo il bersaglio è sempre l’Inghilterra bigotta e conservatrice della fine del Novecento: la famiglia Otis, americana, pragmatica e rivoluzionaria, è pronta a mettere da parte l’antica famiglia aristocratica dei Canterville, attaccata ai valori del passato, e a comprare non solo il castello di Canterville ma anche il fantasma che lo infesta e che rappresenta la sua storia e le sue radici. L'aspetto fiabesco è dato certamente dal soggetto (il fantasma all'interno del castello) e da una serie di tratti lungo il racconto (basti pensare che la famiglia arriva attraversando un bosco di faggi e abeti con scoiattoli e fagiani)
Ma Canterville non e' solo questo.
E' la dualità tra la vita e la morte che, nella nostra messa in scena, si incontrano si scontrano e si intersecano convivendo nello stesso contenitore (il castello) contrariamente a quanto avviene nella comune realtà dove la fine non fa mai parte del vissuto.
E' la dualità tra Vecchio e Nuovo Mondo.
Tra Fantasma e Otis. Uno scontro leale senza ne vinti ne vincitori, ma con un forte punto di contatto rappresentato dalla giovane Virginia. Sarà lei infatti ad accompagnare simbolicamente tutto ciò che resta dell’aristocrazia inglese, e cioè un fantasma, nella tomba.
Uno dei più grandi della letteratura scomparso prematuramente all'età di 46 anni, mai scontato, ironico, pungente, rivoluzionario che ci lascia poche pagine apparentemente tanto semplici e leggere quanto eterne.

Opera prima di Per fortuna c'è la luna. Troppo brillante e significativa per lasciarcela sfuggire.
Divertimento e ritmo in questa commedia in due atti, all'interno di una scenografia in bianco e nero che ci ha permesso di mescolare i nostri personaggi, disegnati in modo grottesco, ad una serie di serrati dialoghi, musiche dal vivo e altalenanti colpi di scena. Antico e moderno, vita e morte si confondono in questa divertente rilettura del Fantasma di Canterville.

 

 

locandina fantasma di canterville.jpg

 

 


podcast

15:23 Scritto da: andrea_pagnoni in Teatro | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | Tag: il, fantasma, di, canterville, politeama, fano, fortuna, c'è, luna | OKNOtizie |  Facebook

03/04/2008

Il Vecchio Jimmy

Post dedicato a Jimmy, che è stato il primo a commentare il mio Blog, e che mi ha ispirato per il post precedente. E che è un amico.

 

Breve cronologia dei fatti: 

 

Tutte (e dico tutte) le definizioni che ho citato nel famoso dizionario Pagnoni 2008, trovano conferma - e/o spunto - nella persona di L.P., volto noto nel fanese e circondario, e conosciuto dai più (almeno da un mese a questa parte) con lo pseudonimo di "Il Vecchio Jimmy".

L.P. iniziò con noi la sua attività teatrale la sera 30 giugno 2006, senza nemmeno saperlo, quando, nonostante la partita della Nazionale (che contribuì alla futura vittoria del mondiale), vide lo spettacolo ispirato alla Divina Commedia, all'eremo di Mt Giove. Ne rimase affascinato, e, forse per la curiosità di esplorare il dietro le quinte di quel gruppo di bravi amatori teatrali, un giorno si offerse di aiutare la compagnia e l'amico scenografo a rimettere in sesto la scenografia per lo stesso spettacolo, in replica a dicembre.
Lui non lo sapeva, ma noi si: era dentro.
Il resto è storia.
Guardacaso le prove del nuovo spettacolo si svolgono a cento metri da casa sua. (Di cinquanta persone è la più vicina. Una strana coincidenza).
Prima osserva da lontano. Poi Michele (che lo ha sempre fortemente voluto per la sua comprovata affidabilità), lo stuzzica un po'. Poi si avvicina. Poi l'inevitabile, il "senza più ritorno": una sera di prove infatti, gli capita tra le mani un copione. Così, tanto per fare ... giusto per sostituire momentaneamente chi avrebbe fatto la parte (vacante) de "Il Vecchio Jimmy". Stava sostituendo sè stesso.
Dal sacrificio di una grappettatrice cinese (mai riavuta) all'onore - e spero piacere - di aprire lo spettacolo brechtiano nel Teatro della Fortuna, recitando, divertendosi, raccogliendo successi e commenti positivi a destra e a manca.
E' fatta Vecchio Jimmy.
Tanta, ma veramente tanta, merda.
Di cuore.

 

 

 

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02/04/2008

Che cos'è il Teatro?

Risposta al post di Michele

 

" ... A differenza di tutte le altre forme di spettacolo il teatro prevede la presenza fisica degli attori e degli spettatori nello stesso tempo e nello stesso luogo. ... "
(da:  http://www2.radio24.ilsole24ore.com/esserebenessere/teatr... )

questa è la roba figa, per me: raccontare una storia a qualcuno che è lì, davanti a te. (meglio se anche sopra e di fianco)
Dicono che il teatro è fingere. Seee, namu.
Provaci a fingere! Non puoi. La gente davanti, il pubblico, ce l'hai veramente. loro non sono finti, così come non può esserlo chi è sul palco. Se mentre reciti fai finta di fare qualcosa o di essere qualcuno sei finito.

dal Pagnoni 2008:
Teatro: roba figa un bel po' ...
Che ti fa dire "ma chi me l'ha fatto fare".
Che però poi non vuoi più scendere dal palco.
Che anche se nevica, alle 8 di domenica mattina, sei nel sottotetto a Carignano a costruire tavoli.
Che ti dà gusto da bestia se uno ti vede e ti dice "ho visto lo spettacolo, veramente bello, bravi".
Che se uno, per sbaglio, prende un copione in mano, è dentro.
Che se uno chiede "posso venire a vedere le prove?" è dentro.
Che se uno chiede qualsiasi cosa, è dentro.
Che se uno è uno, è dentro.
Che è dentro.
di noi

15:05 Scritto da: andrea_pagnoni in Teatro | Link permanente | Commenti (4) | Segnala | Tag: teatro, cos'è | OKNOtizie |  Facebook